L’innovazione che salva vite. Così cambia il soccorso aereo

Il Comando operazioni aerospaziali ha sviluppato un nuovo modello per la gestione delle persone con disabilità sensoriali e cognitive durante le missioni Sar. Diventerà un riferimento anche in ambito internazionale 

Di Massimiliano Pierucci 

Tenente Colonnello Pilota del Rescue Coordination Centre (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico


L'evoluzione del soccorso aereo passa da una nuova e fondamentale consapevolezza: l’inclusività operativa. Presso il Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (FE), e nello specifico all'interno del Rescue Coordination Centre (RCC) dell’Aeronautica Militare, è nato un progetto pionieristico destinato a colmare un vuoto procedurale storico e a fare la differenza tra la vita e la morte in scenari di emergenza complessi.

L’intuizione: oltre l’equazione “persona con disabilità = ferito”

Tutto ha avuto inizio circa quattro anni fa, durante una reale missione di ricerca e soccorso (SAR) in Toscana. Tra i dispersi in un bosco c’erano due persone sorde. In quell'occasione, la situazione si risolse felicemente solo grazie all’intuito e alla fortuita coincidenza di un soccorritore che aveva con sé carta e penna. Quell’episodio, tuttavia, fece emergere una realtà innegabile: se la persona da soccorrere ha una disabilità (specialmente non motoria), le probabilità di successo rischiano di ridursi drasticamente.

Storicamente, le missioni SAR consideravano la persona con disabilità alla stregua di un ferito. Se per una disabilità motoria l’approccio fisico può essere standardizzato, per le disabilità di tipo sensoriale o cognitivo (autismo, sindrome di Down) la gestione psicologica e comunicativa cambia radicalmente. Complice il cambiamento sociale e una maggiore autonomia, la probabilità di incontrare queste casistiche sul campo è aumentata sensibilmente. Era tempo di una svolta qualitativa.

Dallo studio alle Tavole Rotonde: la nascita delle linee guida

Il team del COA ha quindi avviato un'analisi profonda basata su tre pilastri: la ricerca di normative esistenti (scoprendone la totale assenza a livello globale), il confronto con altre organizzazioni e l’inserimento di scenari dedicati nelle esercitazioni.

Per dare solide basi scientifiche al progetto, è stato coinvolto il Servizio Sanitario del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare, che ha messo in campo il proprio Centro di Psicologia. Il percorso ha subito un'accelerazione decisiva attraverso tappe fondamentali:

  • 18 Luglio 2024 (Prima Tavola Rotonda): Un incontro cruciale al COA, alla presenza di realtà civili e militari (tra cui AUSL, CRI e 118 di Ferrara e Bologna, CNSAS e Università di Pisa e Ferrara), per condividere esperienze e fare squadra. Qui è nato il gruppo di lavoro ufficiale e sono state delineate le prime check-list e linee guida operative.

  • 5 Novembre 2025 (Seconda Tavola Rotonda): Dopo un anno di intensa sperimentazione nei voli del 15° Stormo, le linee guida sono state ufficializzate. Per la prima volta nella storia, l'addestramento ha visto il coinvolgimento attivo di persone con reale disabilità non motoria.

L'innovazione comunicativa: Tra gli strumenti più preziosi introdotti figurano le "carte sperimentali di comunicazione aumentativa". Attraverso immagini chiare, i soccorritori possono spiegare visivamente alla persona come avverrà il salvataggio, superando le barriere del linguaggio in momenti ad altissimo stress.

Il successo sul campo: l'esercitazione "Grifone 2026"

La validità del protocollo ha trovato la sua massima espressione il 27 maggio 2026, a Tortolì (Sardegna), durante l’esercitazione internazionale SAR “Grifone 2026”. In uno scenario montano simulato, un gruppo di dispersi comprendeva due persone con reale disabilità non motoria. Grazie alle nuove tecniche apprese e ai test di imbarco e recupero su elicotteri SAR, il salvataggio si è concluso con un successo straordinario. L’evento ha ricevuto anche il plauso e il riconoscimento del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli che, con la sua partecipazione in prima persona, ha reso ancor più solenne l’evento, unico nel suo genere a livello mondiale.

Una nuova cultura del soccorso

L’Aeronautica Militare si conferma pioniera in questo settore. L'obiettivo finale è far sì che queste procedure diventino parte integrante del bagaglio tecnico fisso degli aero-soccorritori, con la prospettiva di estendere gli standard anche in ambito interforze e internazionale.

Il progetto dimostra che l'inclusione non è un concetto astratto, ma un'esigenza operativa. Perché, come ricorda il motto che guida il team l’obiettivo è offrire a chi opera sul campo uno strumento in più, per salvare una vita in più.

Massimiliano Pierucci, del Rescue Coordination Centre (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (Ferrara)

Alcuni momenti dell’esercitazione internazionale SAR “Grifone 2026”

Alcuni momenti dell’esercitazione internazionale SAR “Grifone 2026”


Alcuni momenti dell’esercitazione internazionale SAR “Grifone 2026”

Alcuni momenti dell’esercitazione internazionale SAR “Grifone 2026”